Nella lista delle 10 cose da fare prima dei 30 anni c’era sicuramente un ritiro Vipassana. Un’esperienza che mi ha cambiato radicalmente e che ancora oggi mi sto dando tempo d’integrare. Ogni giorno prendo atto di come mi muovo e penso diversamente rispetto a prima. Insomma, la meditazione Vipassana è certamente un game changer per il nostro vivere quotidiano. Un’esperienza che andrebbe provata almeno una volta nella vita.
Che cos’è la Vipassana?
La Vipassana è una delle più antiche tecniche di meditazione dell’India risalente a 2500 anni fa e fu scoperta da Gautama Buddha come un rimedio universale alla sofferenza. “Vipassana” è una parola Pali che significa “visione profonda“, ovvero vedere le cose come realmente sono. Attraverso la Vipassana è quindi possibile andare in profondità dentro se stessi per scoprire la verità e sradicare l’origine della nostra sofferenza. La tecnica fiorì inizialmente in India per poi essere, dopo circa tre secoli, gradualmente corrotta e alterata fino a sparire nella sua forma originale. Fortunatamente, la tecnica originale è stata preservata e custodita fino a noi dalle comunità buddiste del Burma. Grazie al maestro S. N. Goenka è stata reintrodotta in India nella sua versione integrale a partire dal 1969 per poi espandersi nel resto del mondo.
La mia esperienza
Onestamente questo ritiro è stata una delle esperienze più sfidanti, sia fisicamente che psicologicamente parlando, della mia vita ma, allo stesso tempo, portatrice di grande soddisfazione, entusiasmo e saggezza. Fin da subito mi son chiesto se sarei riuscito a reggere dieci giorni full immersion di meditazione silenziosa lontano da qualsiasi forma di distrazione esterna. La paura si è fatta sentire sempre più intesa fino a che non ho varcato il cancello d’ingresso al Centro di Meditazione Dhamma Sobha del villaggio di Kosgama, Sri Lanka. Una volta superata quella soglia non potevo tornare più indietro; in tutti i sensi, perché nel momento dell’iscrizione viene richiesto di rimanere all’attività per l’intero periodo di dieci giorni. Da subito, ho realizzato che ciò a cui stavo andando incontro era più sfidante di quanto pensassi: la giornata è scandita da una schedule rigida che parte dalla sveglia alle 4:00 fino allo spegnimento delle luci alle 9:30 di sera, per un totale di 10 ore di meditazione giornaliere intervallate da tre pasti e alcune pause di riposo. E’ inoltre richiesto, per facilitare l’introspezione, di vivere in uno spirito di isolamento, quindi niente conversazioni o interazioni fisiche con i propri compagni di corso per tutti i primi nove giorni. Allo stesso modo, non è possibile utilizzare qualsiasi forma di device elettronico per contattare l’esterno o intrattenersi fuggendo da se stessi. Ma la sfida più grande per me è stata sicuramento il non poter né leggere e né scrivere, attività che mi accompagnano regolarmente tutti i giorni. D’altro canto, c’è uno staff sempre attento a qualsiasi esigenza della persona con cui si può sempre interagire, oltre che il maestro con cui è possibile confrontarsi una volta al giorno per superare insieme le difficoltà.
Detto ciò, a posteriori posso dire che non mi è mancato nulla. Mi spiego meglio: i primi tre giorni sono stati sicuramente i più sfidanti in cui ho dovuto raccapezzarmi con la nuova routine, le mille regole e tutte quelle ore di meditazione ininterrotta (mai meditato così tanto). Più volte ho anche pensato che stessi facendo una follia, che non era per me quel ritiro e che era meglio andassi via. Ho voluto però consapevolmente dare un’opportunità alla tecnica di meditazione che mi veniva presentata e quindi darmi tempo per entrare nel cuore della Vipassana. Difatti, superato il terzo giorno tutto ha cominciato ad armonizzarsi dentro di me e, perciò, anche fuori: le giornate da lunghe, lente e pesanti hanno cominciato a prendere un nuovo colore fatto di pace, tranquillità ed entusiasmo per quello che stavo apprendendo. Dal contare i giorni rimanenti alla fine del corso, sono passato a godermi ogni attimo nella consapevolezza che presto sarebbe finito. Il silenzio è diventato confortante e l’introspezione stimolante. Persino il non poter né leggere e né scrivere, che all’inizio mi sembrava impossibile, è diventato uno stimolo per entrare ancora più dentro in profondita e affrontare i miei pensieri, le mie paure e la brama di comprendere tutto e subito (eh sì ho scoperto anche quella). Per questo dico che “non mi è mancato nulla”, nel senso che avevo tutto ciò che mi serviva in quel momento per vivere l’esperienza pienamente e in salute (supporto attento dello staff, pasti ottimi e ore di sonno/riposo adeguate). Presto, ho percepito di essere nel posto giusto e al momento giusto. Un altro piccolo step nel mio percorso di guarigione che, partendo dal lavoro sul corpo (eh sì, ho scoperto che la meditazione silenziosa è anche molto fisica e con pochi voli pindarici), mi connette sempre più a me stesso permettondi di vivere in armonia e con pienezza.
Consigliato SÌ o NO?
Sicuramente, come anticipato, il ritiro Vipassana dieci giorni è un’esperienza che pone davanti ai propri limiti e attaccamenti. Occorre quindi scegliere con consapevolezza se prendere parte o meno a questo viaggio. I risultati a fine corso sono sorprendenti: una profonda pace interiore, un nuovo strumento di consapevolezza, un rinnovato sentimento di gratitudine ed entusiamo e, la cosa secondo me più importante, la pulizia interiore da alcune profonde fonti di sofferenza che ci portiamo dietro nel nostro quotidiano (a ognuno il suo). Per arrivare a tutto ciò occorre però seguire una rigida disciplina e mettersi tanto in gioco fronteggiando le proprie ombre e false credenze. Una volta che sei in acqua devi nuotare altrimenti affondi. Quindi alla domanda se consiglio o meno questo ritiro, per me la risposta è: dipende. Dipende da chi sei, cosa stai cercando e che tipo di esperienza vuoi fare. Per facilitare la scelta ho quindi riassunto in punti schematici quali sono i prerecquisiti (se così si possono chiamare) che, secondo me, occorrono per per partecipare o meno.
Questa esperienza fa per te se…
- Stai vivendo un momento di crisi forte e stai cercando un’esperienza che ti apra a nuove prospettive
- Vuoi scoprire una nuova tecnica di meditazione millenaria così come trasmessa da Gautama Buddha
- Stai lavorando da tempo su te stesso e la tua crescita personale ma ti senti bloccato e vuoi andare più in profondità
- Vuoi metterti alla prova e scoprire i tuoi limiti
- Hai bisogno di prenderti un momento solo con te stesso, riscoprirti, avendo la possibilità e tutte le facilitazioni per mettere da parte il resto e le tue preoccupazioni quotidiane
- Se soffri di disagi cronici (mal di testa, acufene, dolori localizzati, prurito, etc.)
- Se sei buddista, cristiano, musulmano, induista, taoista, ateo, etc. (il ritiro è aperto a tutti e non presenta dottrine o dogmi, nè ha intenzione di convertirti a qualche setta)
Questa esperienza NON fa per te se…
- Stai cercando un’esperienza rilassante e “passiva”. Non è una SPA per intenderci.
- Non hai mai avuto uno sguardo introspettivo o non hai familiarità con la meditazione (c’è il rischio che divenga troppo, tutto insieme, e quindi di provare un senso di forte repulsione che può portare a chiudere anzitempo le porte al mondo della meditazione)
- Soffri di distubi mentali gravi o forti forme di dipendenza verso fumo, alcolici, sesso (proibiti durante l’esperienza)
Ovviamente questi suggerimenti non vogliono essere né discriminatori, tantomeno limitanti: ognuno è consapevole di quale tipo di esperienza vuole fare e non c’è una giusta o una sbagliata. Inoltre, è sempre possibile prima dell’iscrizione rivolgersi allo staff organizzativo per trovare risposta a eventuali domande o valutare insieme la propria situazione. Vi allego anche la pagina ufficiale di domande e risposte con i dubbi più frequenti.
Il mio consiglio più grande è sicuramente quello di seguire in ogni caso il tuo Cuore, lui sa sempre dove portarti! Se per esempio, non hai mai meditato o avuto il coraggio di guardarti dentro nella tua vita ma senti fortissimo che devi partire da qui, lanciati! Troverai sicuramente quello che stai cercando e che il tuo Spirito ti sta chiedendo di esperire.
Quindi, ASCOLTA SEMPRE IL TUO CUORE.
Che faccio? Mi lancio?
Ora che hai un quadro generale, puoi scegliere in consapevolezza se lanciarti in questa avventura. Ho scelto appositamente di non descrivere in cosa consiste la tecnica e il training in sé perché, da una parte, non saprei descriverlo adeguatamente e, dall’altra, è una di quelle cose in cui è importante mettere da parte la teoria e lanciarsi a capofitto nell’esperienza. Quindi lascio a te che mi stai leggendo la possibilità di scoprire personalmente la bellezza e la profondità di questa tecnica millenaria.
Come partecipare:
I corsi di dieci giorni di Vipassana sono organizzati da Centri di Meditazione specializzati in tutto il mondo secondo le linee guida di S.N. Goenka nella tradizione di Sayagyi U Ba Khi. La partecipazione è gratuita o a donazione libera per chi si approccia per la prima volta. Puoi trovare tutte le info alle tue domande e l’elenco dei corsi disponibili al sito ufficiale https://www.dhamma.org/it/index
Ti auguro quindi una buona meditazione e come dice il maestro Goenka:
“Bhavatu Sabba Mangalam, May all beings be happy“
Buon viaggio alla scoperta di te stetto,
Samuele

