DAY 306 #Asiasoloandata
27/09/2026, Naha, Okinawa, Giappone
Se da una parte l’esperienza del viaggio in solitaria alla conquista di mete esotiche e inesplorate viene osannata sui social come il top tra le scelte di vita, dall’altra parte, mi interrogo in queste righe su tutto ciò che implica uno stile di vita di questo tipo e di cui non si fa spesso menzione sulle medesime piattaforme.
Viaggiare da soli significa anche svegliarsi nel cuore della notte in lacrime dopo aver sognato mamma e papà e realizzare che non sono lì con te. Che vorresti dar loro un abbraccio, ma non ti è possibile. Che speri, dopotutto, che anche loro possano essere felici.
Viaggiare da soli significa anche dover affrontare la paura di non farcela e non essere all’altezza degli imprevisti e le sfide che incontri lungo il cammino; come fossero delle montagne enormi che ti bloccano la strada, la cui entitĆ ĆØ amplificata dal trovarsi in un luogo lontano da te, non solo per la lingua parlata, ma anche negli usi e costumi.
Viaggiare da soli significa anche dover fare i conti con una continua incertezza e cambiamento di contesti. In questo mutamento perpetuo di condizioni (meteo, cibo, linguaggio, culture, ma anche semplicemente il posto in cui dormi) il sistema nervoso e il corpo possono essere messi a dura prova, richiedendo più cura della norma e un continuo esercizio di autoregolazione emozionale.
Viaggiare da soli significa anche fare i conti con periodi di dubbio e l’insorgere di perplessitĆ sulle proprie scelte: “Starò facendo una cazzata?” Non sempre viaggiare significa essere stimolati e entusiasti, a volte bisogna fare i conti con momenti di “down”, a volte occorre addirittura fermarsi per lungo tempo e capire che direzione dare all’esperienza e se ha senso rimanere nello stesso posto o occorre spostarsi verso altre mete.
Viaggiare da soli significa anche avere nostalgia del proprio Paese d’origine, ma nella consapevolezza che se da lƬ abbiamo preso il largo ĆØ perchĆ© qualcosa non si allineava con i propri desideri più profondi e ambizioni.
La veritĆ ĆØ che viaggiare da soli, soprattutto per lungo tempo, può essere estenuante. Non solo sei continuamente messo di fronte ai tuoi limiti e alle tue paure, ma ci sono momenti in cui puoi sentirti estremamente solo, dove ciò che vorresti ĆØ unicamente un abbraccio caloroso dalle persone che ami ma sono fisicamente distanti. Certo, lungo la strada fai molti incontri preziosi e nutritivi, ma il più delle volte questi hanno implicitamente la dimensione di un addio; come quando da piccolo stringevi amicizia con il bambino dell’ombrellone a fianco per poi trovarvi una settimana dopo a salutarvi: “Ci vediamo la prossima estate.” Ma, purtroppo, non sempre quella genuina promessa trovava modo di concretizzarsi…
CosƬ nel viaggio, ogni incontro di persone, luoghi e situazioni, da una parte, può generare una gratitudine e gioia infinite e, dall’altra, spesso ĆØ affiancato dall’amara consapevolezza della sua effimeritĆ . Il viaggio porta quindi con sĆ© una continua elaborazione di “lutti” e ogni “fine” ha i suoi tempi di elaborazione, perchĆ©, anche se di breve tempo, un’esperienza o un incontro ha la possibilitĆ di segnare la tua vita e cambiarti profondamente.
Ma ĆØ proprio in quei momenti più bui, di smarrimento e sofferenza, che vieni spinto verso il vero senso dell’Esistenza, in contatto con le veritĆ più profonde del tuo Essere, accompagnato dalla presenza amorevole di Dio.
Buona strada,
Samuele Ā Ā
#asiasoloandata ĆØ il racconto di un viaggio inaspettato per lāAsia. Un biglietto di sola andata per aprirmi a nuove opportunitĆ , scoprire stili di vita alternativi e (ri)conoscermi sempre più a fondo. Sali a bordo anche tu?

