Skip to content Skip to footer

Una serie di sfortunati eventi?

DAY 5 #Asiasoloandata
30/11/2025, Matara, Sri Lanka

Oggi, da programma sarei dovuto essere a Kandy, zona collinare dell’entroterra devastata dal passaggio del ciclone Ditwah; invece, ecco che mi ritrovo in modo del tutto inaspettato a Matara, nelle coste del sud. Intravedo finalmente uno spiraglio di quella che รจ stata battezzata come “l’isola paradiso”, ma se sono qui, sano e salvo in questo posto incantato, รจ solo per una serie di sfortunati eventi, almeno all’apparenza…

Mercoledรฌ, atterrato in Sri Lanka mi accorgo di aver smarrito durante il trasferimento all’aeroporto Abu Dhabi il caricatore dei miei apparecchi acustici. C’รจ poco da farre, va acquistato nuovo e scopro dell’esistenza di un unico rivenditore a Colombo. Dopo una prima notte a Negombo quindi cambio rotta e mi precipito nella capitale. Piove tanto, ma tanto tanto – mai vista tanta acqua scendere dal cielo- ma la tranquillitร  delle persone per strada รจ contagiosa. Trovo il centro per l’udito abbastanza rapidamente, sono fiducioso. Mi accoglie una ragazza giovanissima, avrร  avuto sui 18 anni massimo, che mi dice di aver ricevuto dalla dottoressa, da me precedentemente contattata, il caricatore in questione. Sรฌ, รจ proprio lui! Il costo รจ molto alto, piรน che in Europa, probabilmente con una cifra del genere una famiglia locale ci avrebbe mangiato per quattro mesi. Ma che altro posso fare?
Tornato in ostello, stravolto e fradicio, con le ultime forze faccio una doccia rapidissimo e mi corico immediatamente. La notte vengo preso da una bella febbre alta e un po’ di vomito al risveglio. E’ la “febbre del viaggiatore”, la chiamano cosรฌ proprio perchรฉ il corpo disorientato dal nuovo posto in cui si trova deve da subito fronteggiare batteri, virus e microbi a lui sconosciuti e, per di piรน, adattarsi alle nuove temperature e fuso orario. Una bella botta insomma.
Quel venerdรฌ รจ massima allerta meteo in quasi tutta l’isola e mentre le piogge e i venti si intensificano ancora di piรน con l’arrivo del ciclone Ditwah, ne approfitto per riposare al riparo in ostello. Non mi manca nulla in quel piccolo angolo di mondo. Persino il custode della struttura si prende a cura la mia situazione e periodicamente passa a chiedermi come sto e se mi serve qualcosa. Davvero una persona di una pacatezza, gentilezza e cura incredibile. Dopo una seconda notte di febbre, mi sento decisamente meglio, anche fuori la tempesta si รจ placate, e tento cosรฌ di organizzarmi per tornare sui miei piani: entro domenica devo arrivare a Kandy per prendere parte a un ritiro Vipassana. Provo quindi a contattare delle strutture ricettive del posto ma mi avvertono subito che la situazione รจ impraticabile, non c’รจ luce e le strade sono state inondate dal fiume Mahaweli. Tutti i mezzi pubblici per Kandy sono interrotti. Poco dopo, ricevo una email in cui mi viene comunicata la cancellazione del ritiro.
Mi metto il cuore in pace, o meglio la mente, e alla Manzoni mi dico: “Questo ritiro non s’ha da fare”. Almeno per ora.
Ne approfitto quinidi per riposare ancora un po’ e riprendermi totalmente dagli strascischi della febbre. Nel frattempo, arriva un’altra notizia disorientate: “I’m sorry Mr. but tomorrow the structure is already full.”, mi comunica il gestore con il suo fare gentile. “E adesso dove vado?”, penso subito io.
Verso sera, alzatomi da un lungo pisolino, mi arriva un’intuizione lampo: “E se mi spostassi verso sud?”
Prendo al volo il cellulare, guardo maps e il mio occhio viene colpito da una localitร  non colpita dalle inondazioni chiamata Matara. Controllo il percorso col bus: “Fattibile!”. Organizzo per la location dove dormire: “Fantastica!”. E’ tutto pronto per partire l’indomani.

Domenica mattina mio sveglio di buon ora, ormai saturo delle ore di sonno dei giorni precedenti, e vengo colpito dall’inaspettato: un cielo azzurrissimo con le prime luci dell’alba si stagliano sulla terrazza dell’ostello. Era la prima volta che vedevo il sole dal mio arrivo. “E’ proprio la giornata perfetta per spostarsi”, mi dico entusiasta.
Ed eccomi qui a riflettere su di uno scoglio dell’incantata Madiha Beach sulle peripezie degli ultimi giorni e di come quella che sembrava una malasorte si รจ rivelata un’autentica benedizione. La mia professoressa di lettere del liceo la chiamarebbe “eterogenesi dei fini”, a me piace vederla come “divina provvidenza”. Non ho idea di quali saranno le prossime mete, per ora mi godo la calma questo posto tanto speciale.

Le mie preghiere vanno a tutte le persone che stanno fronteggiando un ritorno alla normalitร  difficile sull’isola. Ringrazio anche i tanti local che lungo la via mia sono stati vicino e mi hanno supportato senza mai voltarmi le spalle, pur non parlando la mia lingua. Grazie!