DAY 15 #Asiasoloandata
10/12/2025, Galle, Sri Lanka
Se da una parte, quest’isola, dalle città fino ai villaggi, pare scimmiottare l’occidente con i suoi usi e costumi a scapito della propria identità e tradizione; dall’altra, rimane inalterato il contatto stretto con la Madre Terra. È come se la gente del posto avesse stretto un sodalizio millenario con queste terre rigogliose che tutt’ora viene portato avanti: si disbosca solo dove necessario, scoiattoli e pavoni scorrazzano liberi ovunque, sulle banconote appaiono le figure di uccelli variopinti autoctoni. Insomma, l’inseguimento al blue jeans, all’occhiale e la borsa griffati o allo smartphone cinese di ultima generazione è mitigato da una natura regina che tutto avvolge e che, in un modo o nell’altro, costringere a rallentare e respirare.


Per una serie di coincidenze, mi sono ritrovato nella riserva di Nalanda Forest, un magnifico esempio di convivenza tra uomo e natura. A est del distretto di Galle, immersi nella giungla, un gruppo di monaci della comunità buddista di Meth Bo Sewana si prende cura della flora locale preservandone specie rare e piantando costantemente nuovi esemplari. Gli aberi centenari, come fossero detentori della saggezza del posto, vengono adornati con dei grandi vasi decorati costruiti intorno nel rispetto e valorizzazione della pianta. Un cartello dipinto a mano su un asse di legno ricorda ai monaci e ai visitatori, come se fosse fin troppo facile dimenticarsene, che la Terra non ci appartiene ma siamo noi che apparteniamo a essa.
Ciò non basta, però, a evitare l’enorme quantità di plastica riversata in mare e agli angoli delle strade, sintomo di un sistema non preparato a questa “invasione” di nuovi materiali e che fino a qualche decennio fa era abituato a servirsi di larghe foglie di banano come ottimo piatto usa e getta a impatto zero. Ironicamente, come se la natura avesse sviluppato un proprio sistema di autopreservazione, al primo mare mosso ecco che tutto ciò che non gli aggrada viene restituito indietro e accatastato sulle spiagge dei bagnanti. Che sia anche questo un chiaro messaggio per non dimenticare?

“È giusto che i cacciatori di teste rinuncino ai loro pur macabri riti per dedicarsi a quello più innocuo, ma ugualmente disumano, di passare ore e ore davanti a una scatola delle illusioni, chiamata televisore? È giusto che la luce calda e intimi dei lumini a olio venga sostituita da quella piatta e bluastra dei tubi a neon? Che lo struggente tintinnare dei campanelli mossi dalla brezza del tramonto in cima a una pagoda venga soffocato dall’urlio di una discoteca appena aperta sulle sponde del lago, dove i sacchetti di plastica e le lattine vuote della birra importata già galleggiano sconciamente sulla splendida distesa dei fiori di loto?”
Un indovino mi disse di Tiziano Terzani
#asiasoloandata è il racconto di un viaggio inaspettato per l’Asia. Un biglietto di sola andata per aprirmi a nuove opportunità, scoprire stili di vita alternativi e (ri)conoscermi sempre più affondo. Sali a bordo anche tu?

