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Acufene Zen: cambiare il rapporto con quel suono che non se ne va

Chi convive con l’acufene lo sa bene: non è solo un suono. È una presenza costante che può diventare invadente, soprattutto nei momenti di silenzio, la sera o quando si cerca di concentrarsi. Nel mio lavoro come audioprotesista, incontro ogni giorno persone che iniziano un vero e proprio percorso alla ricerca di una soluzione definitiva, con una domanda in testa: “Come faccio a farlo sparire?”.

La realtà, però, è che non sempre l’acufene può essere eliminato del tutto. Eppure, questo non significa essere condannati a soffrirne per sempre. Esiste un altro approccio, meno conosciuto ma estremamente efficace: cambiare il modo in cui il cervello reagisce a quel suono.

È proprio da questa consapevolezza che nasce Acufene Zen – 2ª edizione online, un percorso guidato da Samuele P. Perrotta, esperto in mindfulness, pensato per offrire strumenti concreti a chi desidera tornare a vivere con più serenità, anche in presenza dell’acufene. Non si tratta di una soluzione miracolosa, ma di un’esperienza pratica che aiuta a interrompere quel circolo vizioso fatto di attenzione costante, ansia e tensione.

Quando il cervello interpreta l’acufene come un segnale di pericolo, aumenta automaticamente il livello di allerta. Più ci si concentra su quel suono, più lo si percepisce, e più diventa difficile ignorarlo. È qui che entra in gioco la mindfulness, una pratica che insegna a osservare ciò che accade senza reagire in modo automatico. Applicata all’acufene, permette di ridurre la risposta emotiva e, nel tempo, di spostare quel suono sullo sfondo dell’esperienza…

L’articolo completo della dottoressa Chiara Bassoli QUI